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giovedì 3 settembre 2009

Rimedi contro il naso chiuso

Per alleviare i sintomi e aiutare il deflusso del muco delle cavità nasali ci sono alcuni rimedi usati da sempre dalle nonne.

Uno ddi questi consiste nello sciogliere un cucchiaio di bicarbonato in una pentola d'acqua calda e inspirarne il vapore per ritornare a respirare bene. Per rendere l' effetto ancora più efficace si può aggiungere qualche goccia di olio essenziale di eucalipto, pino o menta. Meglio poi se i suffumigi si fanno con l'aerosol.
Un altro antico rimedio si basa nel risciacquare narici e cavità nasali con il vapore, acqua fisiologica, marina o acqua termale.
Anche i tamponi caldi posti nell' area intorno al naso possono dare sollievo. Se si applica una fonte di calore o si inala vapore occorre fare attenzione a non scottarsi e a non ustionare le mucose, soprattutto se si tratta di bambini.

In molte culture esistono rimedi tradizionali per tenere pulite le cavità e le narici.
In India si usa la teierina chiamata lota con la quale si fa entrare l' acqua da una narice e si fa uscire dall' altra, tenendo la testa inclinata, stando attenti a non farla passare dalla gola.
I musulmani , durante le abluzioni rituali, prima delle preghiere, lavano le narici e con il naso aspirano l' acqua dal palmo della mano, facendola colare di nuovo fuori, dopo aver sciacquato le cavità interne che così si mantengono libere da muco in eccesso.

Stesso principio vale anche per il bagno turco, diffuso nell' area del Mediterraneo. Le stanze calde e con molta umidità aiutano a liberare le vie respiratorie e le fonti d'acqua calda al loro interno vengono utilizzate anche per disostruire le cavità del naso.
La stessa funzione possono avere le fonti di acqua salmastra o calda che in Italia si trovano in molti comuni nei centri termali.

Più comune e presente in molte case è l' umidificatore, spesso utilizzato nella stanza dei più piccoli con raffreddore o una semplice pentola di acqua bollente.

mercoledì 10 giugno 2009

L'emicrania

Al giorno d'oggi sappiamo che esistono molti tipi di cefalea (comunemente chiamato mal di testa) e che sono differenti fra loro ma che hanno un elemento in comune: il dolore.
Il dolore può manifestarsi in diversi modi, intenso e meno intenso e può insorgere per svariati motivi.

L' emicrania è uno dei mal di testa più diffusi: può essere con aura nel 20 per cento dei casi e senza aurea nell' 80 per cento. Colpisce le persone dai 20 ai 50 anni e si manifesta con un dolore pulsante, di intensità variabile da moderata a grave, e può durare da quattro ore a tre giorni se non si prendono antidolorifici.
Si può avere solo qualche volta durante l' anno o addirittura tutti i giorni, quando il disturbo diventa cronico.
Generalmente, comunque, si presenta 3 o 4 volte al mese accompagnata da disturbi come nausea e vomito, fastidio per i suoni e le luci, pallore.

L' emicrania con aura è invece preceduta da sintomi specifici come visione di flash luminosi, lampi, forme, formicolii, fastidi alle mani e in alcuni casi debolezza e difficoltà nel parlare.

Esistono fattori che aggravano e scatenano gli attacchi di mal di testa. Tra i primi ci sono lo stress, l'uso di alcool, le condizioni meteorologiche come il vento, la troppa umidità e alcune situazioni di luminosità.
Anche alcuni alimenti come la cioccolata, i formaggi, il vino o certi alimenti ricchi di conservanti come gli insaccati possono arrecare danno.
Attenzione anche ai digiuni prolungati o la mancanza d'acqua legata alla troppa sudorazione.
Non dimentichiamo inoltre la mancanza di sonno, il cambiamento del fuso orario, le mestruazioni o lo schermo del computer e della televisione..

Quando il dolore fa quasi scoppiare la testa l'unico desiderio che abbiamo è quello che finisca.
Anche se nella stragrande maggioranza sono episodi passeggeri che passano nel giro di poche ore con un antidolorifico, altre volte si tratta di una vera e propria patologia che deve essere curata con attenzione facendosi aiutare da uno specialista e usando farmaci idonei.